In piazza della Vangadizza un sorprendente viaggio musicale dal ‘600 agli anni ’60 guidati dai volteggi vocali Capezzuto e dagli arrangiamenti di Soqquadro Italiano

 

Badia Polesine (RO), 8 agosto 2013

Come tessere di un mosaico, ognuna con un colore ed una storia diversa, brani di Mina e Gino Paoli si sono trovati accanto ad arie seicentesche di Monteverdi e Ziani, legate fra loro dalla voce sorprendente ed impressionante di Vincenzo Capezzuto, in un insieme che, sorpresa nella sorpresa, non solo si tiene assieme meravigliosamente ed organicamente, ma offre un’immagine omogenea e senza tempo della musica italiana attraverso i secoli. Da Monteverdi a Mina, il lungo viaggio della musica italiana dal ’600 fino agli anni ‘60, proposto ieri sera da Soqquadro Italiano in piazza della Vangadizza a Badia Polesine, con l’imponente e fiera Abbazia del X secolo a fare da perfetta quinta scenica, è stato, infatti, davvero mosaico nel senso etimologico della parola, ovvero “opera paziente degna delle Muse”.

Merito, come detto, dell’incredibile voce, naturale e spiazzante, al tempo stesso antica e nuovissima, di Capezzuto che, già primo ballerino in compagnie prestigiose come quella del Teatro San Carlo di Napoli, l’English National Ballet e Aterballetto, si è scoperto stupendo cantante, in grado di volteggiare sulle punte delle proprie corde vocali, raggiungendo vette altissime senza mai forzare o apparire artificioso, ma merito, indubbiamente, anche del sapiente lavoro di ricerca musicale, di studio filologico, di arrangiamento e di accostamento dei pezzi firmato dalla regia di Claudio Borgianni e mirabilmente interpretato da Luciano Orologi a sax e clarinetti, da Simone Vallerotonda alla tiorba, alla chitarra barocca ed alla chitarra battente, e da Gabriele Miracle alle percussioni ed al salterio. Con un ensemble di questo tipo, se da un lato ha acquistato un sapore rinascimentale e quasi barocco il ben noto Il cielo in una stanza, dall’altro ha mostrato un’inattesa modernità il colpevolmente dimenticato Dormite o pupille. Mettere insieme Monteverdi e Mina e, per di più, lasciare che a cantare il tutto sia un grande ballerino, può apparire a prima vista un’operazione azzardata, tale da giustificare il nome, Soqquadro Italiano, del progetto musicale creato da Borgianni eCapezzuto. L’azzardo, tuttavia, non solo non ha nulla di disordinato, visto che i salti temporali fra gli anni ’60 ed il 600 avvengono senza scossoni e quasi non si avvertono, ma è più che vincente, come testimonia anche il meritato tributo di applausi che il numerosissimo pubblico che ha affollato piazza Vangadizza in una torrida serata estiva, ha riservato agli artisti.

Prima dell’inizio, il rituale saluto dal parte dell’amministrazione comunale, con l’assessore alla Cultura di Badia Idana Casarotto che ha rivolto un caloroso ed accorato ringraziamento a quanti, dalla Provincia alla Fondazione, passando per Regione e Camera di Commercio, rendono possibile una rassegna come Tra Ville e Giardini che, in ogni suo appuntamento, riesce ad incantare. L’assessore provinciale alla Cultura Laura Negri ha sottolineato, invece, l’opera di valorizzazione delle bellezze del Polesine, quale appunto l’Abbazia della Vangadizza, che la manifestazione riesce a condurre insieme alla presentazione di spettacoli di eccezionale valore, mentre il direttore artistico Claudio Ronda ha “avvertito” i presenti che avrebbero assistito a qualcosa di unico ed inconsueto. E così è stato.