Il grande jazz incanta Bergantino con il caldo sax di Maurizio Giammarco ottimamente accompagnato in un incrocio di stili e contaminazioni dal Venezze Elastic Ensemble

Bergantino, 4 luglio 2013

Una grande serata di musica a Bergantino, con le note jazz di Maurizio Giammarco e del Venezze Elastic Ensemble che sono rimbalzate fra le due piazze del paese altopolesano raccogliendo il consenso di un pubblico numeroso ed attento. Come ha sottolineato l’assessore provinciale alla Cultura Laura Negri nel suo saluto in apertura di concerto, insieme al direttore artistico di Tra Ville e GiardiniClaudio Ronda ed all’assessore alla Cultura di Bergantino Rita Trentini, “la caratteristica di questa rassegna è di accendere i riflettori sui patrimoni del nostro Polesine e qui a Bergantino, sede del Museo storico della giostra, lo fa anche e soprattutto sul tesoro rappresentato dal Conservatorio Venezze”.

Il caldo sax del maestro Maurizio Giammarco, protagonista della scena jazz in Italia fin dai primi anni ‘70, che ha suonato al fianco di nomi che vanno da Chet Baker a Dee Dee Bridgewater, da Irene Grandi a Enrico Rava, è stato infatti perfettamente accompagnato, in un repertorio che ha spaziato da alcuni grandi classici alle composizioni originali da lui scritte, dal Venezze Elastic Ensemble, formato dagli ottimi musicisti del Dipartimento jazz del Conservatorio di Rovigo: Michele Tino al sax alto; Gabriele Andreotti al sax baritono; Francesco Minutello e Antonello Del Sordo alle trombe; Filippo Vignato al trombone; Roberto De Nittis a pianoforte e tastiere; Nicola Zambello alla chitarra elettrica; Alessandro Arcuri a basso elettrico e contrabbasso; Diego Pozzan alla batteria ed Alessandro Alfonsi alle percussioni.

La piccola orchestra mista è stata magistralmente guidata da Giammarco in un incrocio di stili e linguaggi diversi, con contaminazioni di ogni tipo. Perfino con un inatteso duetto insieme al campanile della Chiesa arcipretale di San Giorgio, con le campane che, puntuali, si sono inserite per due volte, sapientemente recepite dai musicisti nel fluire delle note. Il concerto si è chiuso con Magic Pages, la suite originale scritta da Giammarco e da lui stessa definita “misticheggiante” e, alla fine, gli applausi sono stati tanti e meritati.