Fariselli, Tofani e Tavolazzi, insieme a Paoli, sperimentano oltre i confini del tempo: la storia si è fatta presente con il concerto degli Area nell’ex base missilistica di Zelo

Ceneselli (RO), 19 luglio 2013

Una vera e propria Odissea sonora, quella proposta dagli Area, nell’incredibile cornice della ex base militare di Zelo. Un viaggio oltre i confini del tempo e della musica, una ricerca continua fatta di passato e futuro, una tela di Penelope che nonostante il passare degli anni è ancora da tessere, suoni che come ambrosia ubriacano le orecchie e quasi annebbiano la mente. Insomma, Patrizio Fariselli, un’unica creatura con pianoforte e tastiere, Paolo Tofani con la sua personalissima e mistica trikanta veena, strumento a tre manici da lui creato che, come ha spiegato ad inizio esibizione, è in grado di riprodurre un universo inesplorato di suoni, ed Ares Tavolazzi maestro del basso elettrico, insieme al batterista Walter Paoli, il nuovo che avanza, sono apparsi veri e propri titani, scesi dall’Olimpo dei ricordi, per dimostrare che i miti non temono lo scorrere del tempo e che il progressive rock è ancora vivo.

La scelta di presentare tanti brani storici del repertorio degli Area, da Gerontocrazia, “dedicata a noi”, ha scherzato Tofani, “va ancora bene per la politica italiana di oggi, e qui mi taccio” ha chiosato Fariselli, a Luglio, agosto, settembre (nero), senza cercare di sostituire l’insostituibile, ovvero la voce di Demetrio Stratos, è stata di enorme effetto, perché tutti l’hanno comunque sentita risuonare nella fitta vegetazione che si è mangiata l’asfalto e le caserme della base che un tempo ospitava militari Nato e missili con ogive nucleari. Sia chiaro, anche se la figura di Stratos è stata abbondantemente presente, nel ricordo, nelle citazioni e nelle parole di Fariselli, nella reunion degli Area c’è ben poco di nostalgico: non solo i tre giganti si divertono, duellano, ammiccano e scherzano, ma soprattutto giocano con i suoni che sperimentarono ormai un quarantennio fa e che ancora si confermano ‘avanti’ ed unici. Inimitabili, dunque, anche nel loro continuare a proporre nuove combinazioni elettroniche, innovando e improvvisando.

E’ un onore poter ospitare un simile concerto nel nostro territorio, riaprendo i battenti di questo spazio così particolare”, ha sottolineato il vicesindaco di Ceneselli Mosè Ghedini nel suo benvenuto iniziale insieme alla presidente della Provincia Tiziana Virgili, che ha posto l’accento sul valore aggiunto che Tra Ville e Giardini riesce a dare a luoghi ed artisti, ad Elia Lubian che ha portato il saluto della Fondazione Cariparo, prima finanziatrice della rassegna, sostenuta anche da Regione e Camera di Commercio di Rovigo e promossa dalla Provincia di Rovigo, in collaborazione con Ente Rovigo Festival ed i 18 Comuni che ospitano gli altrettanti eventi dell’edizione 2013. “La storia cambia i luoghi – ha sottolineato il direttore artistico Claudio Ronda – e non è un caso che proprio in un simile, trasformato, ambiente venga ospitata una pietra miliare della storia musicale italiana ed internazionale”.

Storia che si è fatta nuovanete presente, tanto che la risposta del numerosissimo pubblico, coinvolto anche con esperimenti come l’accompagnamento a base di tintinnio delle chiavi, a ricordare simbolicamente la distruzione delle case palestinesi, è stata sorprendente. Non solo nostalgici che a fine concerto si sono fatti autografare pili di vinili originali, ma anche tanti giovani, quasi sorpresi dall’energia, dalla vitalità e dalla novità della musica degli Area.