Giovanni Baglioni sorprende giocando con la sua chitarra

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La chitarra che non ti aspetti: a Gognano, nella cornice incantata del giardino di Villa Cagnoni – Boniotti, il sorprendente chitarrista Giovanni Baglioni ha, infatti, stupito il pubblico con la sua arte nell’ambito del quinto appuntamento della XV edizione di Tra Ville e Giardini.

In inglese suonare si dice “play”. Ecco, forse ricorrendo a questo verbo si può meglio spiegare il modo di “giocare” con la chitarra di Baglioni, che tira fuori dal suo strumento ogni sua possibile sfumatura, tono, accordo, suono. E lo fa, qui forse è meglio lo spagnolo “tocar”, pizzicando, strusciando, percuotendo le corde e la cassa armonica con unghie, polpastrelli, falangi, palmi, polsi e perfino avambracci e gomiti. Un rapporto quasi carnale con lo strumento che solo i grandi virtuosi riescono ad avere e trasmettere.

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Fra un brano e l’altro, tutti di sua composizione eccetto l’iniziale tributo a Michael Hedge e l’omaggio conclusivo al grande maestro australiano Tommy Emmanuel, nel quale la maestria di Giovanni come esecutore si è dispiegata al massimo, raggiungendo vette altissime, una breve illustrazione delle vicende musicali e dei significati dei pezzi contenuti nel suo album “Anima Meccanica”: “Anche senza il ricorso alla massima forza espressiva della parola – ha spiegato ad inizio concerto – cerco di raccontare delle storie”. Storie, ispirazioni e suggestioni eterogenee che seguono comunque un filo compositivo ed un cammino introspettivo, come i colori e le sfumature della tavolozza di un pittore, spaziando dall’incanto mitologico di “Sirene”, alla passionalità di “Bloody finger”, dall’intimismo di “Rubik” alla malinconia latente di “Bijoux”, dai contrasti della title track “Anima Meccanica” alle emozioni di “Quando cade una stella”, passando per l’incalzante “Toro seduto ascendente leone”, la più meditativa “Miraggio”, le variegate colorazioni de “Il giro del giorno in 80 mondi” e la sensuale “Dalla cenere”, fino alla scossa finale di “Get up”.

La tecnica di Baglioni e la sua facilità comunicativa, unita ad una gentilezza d’animo e di modi, hanno incantato il pubblico in un concerto di chitarra acustica solista contemporanea che, almeno sulla carta, poteva apparire ostico o, quantomeno, non “easy”. Invece, il suo modo di suonare, quasi “orchestrale”, fra accordature alternative, echi, strappi, arpeggi, pizzicati, percussioni, riverberi, fingerpicking e tapping, aggiunge ulteriore forza espressiva alla sua musica e rende il suo concerto una gradevole escursione nell’universo ancora inesplorato delle potenzialità musicali di uno strumento come la chitarra che, come ha ricordato il direttore artistico di Tra Ville e Giardini Claudio Ronda prima del concerto “ricorrerà spesso in diverse forme nel percorso di questa edizione della rassegna”.

Prima dell’esibizione, anche il saluto del sindaco di Villamarzana Valerio Galvan, che ha ricordato l’impegno dei Comuni al fianco della Provincia, della Regione, della Fondazione Cariparo e della Camera di commercio “nel portare avanti una manifestazione che dà lustro a tutto il territorio”, e dell’assessore provinciale alla Cultura Laura Negri, che si è invece soffermata sul “virtuoso incontro che si produce in tutte le tappe di Tra Ville e Giardini fra l’incanto paesaggistico ed architettonico dei luoghi simbolo del Polesine che ospitano le serate e quello offerto dai grandi artisti protagonisti di ogni appuntamento”.

Negri, Galvan, Ronda