Cortocircuiti artistici al Museo di Adria: il pianista Paolo Marzocchi fa vedere la musica di Listz e con “Just like the movies” si riflette sull’evocatività delle note e sul rapporto realtà – finzione

Just like the movies - Paolo MarzocchiLiszt non è un autore dei più facili. Sia per l’esecutore che per l’ascoltatore. Lunedì sera, però, all’interno di quello scrigno di arte e storia che è il Museo archologico di Adria è avvenuto una sorta di miracolo, perché anche l’orecchio meno avvezzo alla musica colta ha potuto apprezzare fino all’ultima nota i brani del compositore ungherese. Il merito è tutto di Paolo Marzocchi che, oltre ad essere un pianista sopraffino, si è dimostrato in grado di “raccontare” la musica e di renderla visibile a tutti. 

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Sì, visibile, perché come lui stesso ha detto prima di sedersi al piano, “c’è chi pensa alla musica in modo astratto, ma per altri, me compreso, la musica evoca delle immagini e questo concerto è proprio imperniato sulla musica per immagini e sulle immagini in musica”. Il risultato è stato, quasi inevitabilmente, un concerto immaginifico. Perché, per esempio, grazie alla spiegazione di ciò che c’è dietro al nudo spartito, Marzocchi ha permesso agli spettatori di vedere San Francesco d’Assisi e San Francesco da Paola, protagonisti musicali delle Due leggende di Liszt, parlare agli uccelli ed attraversare lo stretto di Messina in tempesta.

Fra tributi ad autori meno noti, come il veneziano Ermanno Wolf-Ferrari e pregevoli composizioni personali dello stesso Marzocchi, con echi adriatici e mitteleuropei, balcanici e magiari, con passaggi dall’Italia alla Slovenia, il momento più alto è stato toccato con l’esecuzione della Rapsodia Ungherese n. 2, un brano tanto meraviglioso e celebre quanto complesso ed ostico, ma che si è aperto come un fiore grazie anche ai curiosi retroscena narrati da Marzocchi prima di lanciarsi in incredibili virtuosismi fra i tasti bianchi e neri, come la diatriba fra Hanna e Barbera e Warner Bros sulla primogenitura del cortometraggio animato sulle note del brano di Liszt: The Cat Concerto di Tom e Jerry e Rhapsody Rabbit con Bugs Bunny sono talmente simili da non poter essere un plagio, ma il primo ha vinto l’Oscar non senza polemiche.

Paolo Marzocchi - Adria

A chiudere il concerto, la proiezione del pluripremiato cortometraggio di Michal Kosakowski “Just like the movies”, con la colonna sonora originale eseguita dal vivo da Marzocchi, autore dei brani: un riuscitissimo e sorprendente esperimento che dimostra non solo la capacità evocativa della musica, ma anche e soprattutto, come i confini fra realtà e finzione non siano poi alla fine così netti come generalmente si crede. Attraverso un montaggio serrato di immagini da oltre 80 film hollywoodiani precedenti l’attentato dell’11 settembre, infatti, sembra di rivivere, come in un dettagliato documentario, attimo per attimo quella drammatica giornata che ha sconvolto la tranquilla routine di New York e del mondo intero.

Negri, Bellettato, Gambacurta, Ronda

Prima dell’inizio, il saluto dell’assessore provinciale alla Cultura Laura Negri, dell’amministrazione adriese tramite il consigliere delegato alla Cultura Mara Bellettato, del direttore artistico di Tra Ville e GiardiniClaudio Ronda e della direttrice del Museo archeologico di Adria Giovanna Gambacurta, che ha ospitato l’evento e che ha permesso, a fine concerto, di visitare la preziosa collezione dei preziosi reperti, che documentano la storia un territorio e di molteplici civiltà, dai veneti ai greci, dagli etruschi ai romani. In tanti, nonostante l’ora, si sono soffermati ammirati davanti alle bacheche che espongono i meravigliosi resti delle necropoli adriesi, a conferma della bontà del progetto Open Museums, sviluppato in sinergia proprio con Tra Ville e Giardini.

2014-07-14 23.43.19